Per non dimenticare tre gioielli della architettura portoghese
a cura di Gian Marco Uras 01/09/2001
Stranamente relegata ai margini delle vicende architettoniche di questo secolo, l’architettura portoghese vanta opere che dovrebbero uscire dal circuito periferico a cui sono state ingiustamente relegate. Tutte le opere di cui ci occupiamo si trovano nella città di Lisbona , ed abbracciano un arco temporale che va dalla fine dell’ottocento al novecento.

Elevador de Santa Justa

Si tratta di un vero e proprio ascensore costruito, verso la fine dell'ottocento, per collegare il quartiere di Baixa con quello di Bairro Alto. Fu progettato dal- l'architetto francese Raoul Mesnier du Ponsard, allievo del più noto Gustav Eiffel. E' una vera torre metallica in acciaio in cui scorrono due cabine ascensori ciascuna della capienza di circa trenta persone. Copre un dislivello ci circa 30 m ed assicura il collegamento fra i due quartieri, per mezzo di una passerella metallica, attualmente sottoposta ad opere di restauro. Le decorazioni neogotiche denunciano il gusto di un'epoca incerta tra un passato Consolidato ed un futuro incerto

 

 

Monumento delle scoperte

Il monumento sorge nel quartiere di Beleem a poca distanza dal recente centro culturale dell'architetto italiano Gregotti. Il Padrào dos Descobrimentos fu eretto una prima volta in forma provvisoria nel 1940, in occasione del 3° centenario dell'indipendenza dalla Spagna.Venne poi edificato in modo definitivo nel 1960, sotto il regime di Salazar, per celebrare il 5° centenario dalla morte di Enrico il Navigatore e di quanti contribuirono allo sviluppo del Portogallo. L'aspetto architettonico è opera dell'architetto Telmo Cottinelli, mentre la parte scultorea venne realizzata da Leopoldo de Almeida. La forma del monumento ricorda quella di una caravella che si accinge a prendere il mare , ai lati riporta lo stemma del Portogallo mentre , in corrispondenza dell'ingresso, è rappresentata la spada della casa reale degli Avis. La sua struttura in cemento armato, è interamente ricoperta con pietra Leiria dal caratteristico colore rosato. L'area totale del costruito occupa 695 mq, ha una altezza dal suolo di 50 ml , una lunghezza di 46 ml ed una larghezza massima di circa 20 ml. La profondità media dei piloni di fondazione è di circa 20 ml . Le sculture della base hanno una altezza di circa sette , mentre la statua di Enrico il Navigatore misura nove metri. Nel 1960 il monumento venne completato con un grande intarsio a terra, alla base del monumento, dono della nazione Sudafricana che rappresenta una grande bussola di 50 m di diametro ed il cui progetto si deve all'architetto Cristino da Silva. Attualmente offre limitati spazi fruibili da visitatori come un piccolo auditorium e due stanze polivalenti. Il monumento è forse una delle ultime opere colossali costruite, vera opera d'arte evoca memorie e storie eterne e celebra l'anima dell'uomo portoghese. Per dirla con le parole di Pessoa " una volta ancora noi conquisteremo la distanza del mare o altro elemento, cosicchè saranno nostri".

 

 

Padiglione del Portogallo - EXPO' 1998

E' forse la più bella e suggestiva architettura portoghese moderna. L'architetto Alvaro Siza, suo progettista, è riuscito, in una sintesi felice a coniugare, tradizione e modernità, essenzialità e spiritualità. La gigantesca e sottile copertura evoca ancora lo spirito di un popolo che ha avuto il suo destino sul mare. Alvaro Siza è comunque un talento consolidato e conosciuto nel mondo. Insignito nel 1992 del prestigioso Pritzker Prize , ha tenuto anche in Italia, a Vicenza una importante mostra nel gennaio del 2000.


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