La Cappella di Santo Amaro a Lisbona
a cura di Gian Marco Uras 01/10/2000

CENNI STORICO-GEOGRAFICI E TIPOLOGICI
La Cappella di Santo Amaro in Lisbona sorge in cima alla " Cc de Santo Amaro", all'inizio di " Rua Gil Vincente", su di una collina che domina il fiume Tago. La costruzione, che risulta abbastanza isolata dal contesto urbano, presenta notevoli motivi di interesse . Edificata su probabile progetto di Diego Torralva nel XVI secolo, è a pianta centrale con due corpi cilindrici concentrici, dei quali l''nferiore costituisce la cappella e la rimanente sezione anulare origina un portico semicircolare. Ai di questo portico sono addossate due depandances a pianta quadrata. Di modesta entità volumetrica, presenta corpi articolati ,sia in pianta che nell'alzato. Il frontespizio presenta una galleria aperta da arcate di cinque vani, due dei quali ciechi, ed è segnato da archi a tutto sesto intercalati da contrafforti quadrangolari. Il nartece, che ha copertura a volta ribassata caratterizzata da nervature , è decorato all'interno con "azulejos "con motivi vegetali ed allusivi. L'interno è costituita da due ambienti in successione a forma circolare di cui uno costituisce l'abside. La cupola ,cassettonata ,e chiusa da una lanterna con un tamburo finestrato. Riaperta al culto nel 1928, dopo la chiusura e spoliazioni a cui era stata sottoposta la Chiesa Cattolica per le note vicende politiche che contrassegnarono i primissimi anni del novecento in Portogallo, ha subito nel tempo diversi interventi di restauro , l'ultimo dei quali risale al 1986 ed ha interessato un pannello di " azulejos" che rischiava di andare in rovina.

ANALISI SPAZIALE
La Cappella di Santo Amaro in quanto di tipo centrale, trova i suoi logici riferimenti in edifici di ben più ampio respiro come il Pantheon a Roma ed in molti edifici ad esso riferibili in epoca rinascimentale. Si guardi ad esempio la tribuna dell'Annunziata a Firenze di M. Michelozzi , i vari progetti di S. Giovanni dei Fiorentini a Roma proposti in tempi diversi da architetti quali Sangallo, B. Peruzzi, Michelangelo e T. Calcagno. Altri riferimenti che possono essere citati come edifici a pianta centrale sono la chiesa di San Bernardino a Verona, quella di S. Sebastiano del Tibaldi a Milano e la chiesa dello Spirito Santo dei Napoletani a Roma di Mascherino.. In tutti i riferimenti citati è facile constatare l'alternanza fra nicchie e parte portante ; parte portante che si rivolge verso l'interno del corpo edilizio suggerendo una vocazione implosiva e radiale in contrapposizione all'esterno le cui liscie pareti denotano una povertà plastica. A differenza degli esempi a cui si è fatto riferimento però la Cappella di Santo Amaro propone un tipo centrale circolare in maniera tutta diversa. Prescindendo dal nartece ,che probabilmente è ispirato allo schema a doppio cilindro del Tempietto di S. Pietro in Montorio del Bramante ( oltre agli esempi portoghesi di S. Mamede de Janas a Sintra e la cappella di S. Gregorio a Tomar), l'alternanza dei vuoti e delle parti portanti è proposta in maniera del tutto nuova ossia i pilastri sono estradossati e riesono a trasmettere una direzione radiale " esplosiva" rivolta verso l'esterno, amplificando le energie interne come solo molto più tardi vedremo nelle chiese barocche. Questa originale concezione spazio-tipologica trova la sua concreta realizzazione attraverso una tecnica costruttiva ancora decisamente tradizionale come testimonia la presenza di contrafforti estradossati in corrispondenza delle arcate della galleria e la presenza di nervature nella realizzazione della volta antistante la cappella e la stessa cupola. Accanto ad archi a tutto sesto e cupole cassettonate convivono elementi costruttivi precedenti che testimoniano contraddizioni linguistiche non in sintonia con la sua impostazione tipologica. In sintesi si può affermare che la cappela di Santo Amaro è contemporaneamente il frutto di concezioni spaziali innovative, di una impostazione tipologica classica e di una tecnica costruttiva tradizionale. Il fatto che l'innovazione sintattica accompagni una incoscienza linguistica, porta a concludere che la libertà dai canoni può generare pezzi di scarsa purezza e grande inventiva.


powered by SnapWeb